DISCOVER FERRARI & PAVAROTTI LAND

Ferrari e Pavarotti insieme per celebrare l’eleganza di Modena
“Ci sono persone la cui fama non conosce tempo, Modena ne ha prodotte due sopra tutte le altre”.

Modena, oggi, territorio di eccellenze, di personaggi gloriosi capaci di ricostruire in anni difficili imprese bibliche. Al solo nominare la città la mente va alle specialità gastronomiche e prima ancora al mito scarlatto del cavallino rampante. Come trasportato dall’eleganza delle forme e dall’armonia che solo Ferrari da sempre porta sulle proprie carrozzerie, ecco che Modena ci presenta una voce decisamente imponente, quella di Luciano Pavarotti. “Presi coscienza del valore della vita a soli nove anni, in tempo di guerra. Le strade di Modena erano disseminate di cadaveri. Fu una cosa terribile. Divenni adulto di colpo. Nacque in me un profondo attaccamento alla vita che vidi a un tratto così fragile e provvisoria” disse una volta il tenore in un’intervista.

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Modena è una città che sa ripartire, costruire, innovare, credere nella vita, che forse riesce a donare ai suoi cittadini migliori una forte spinta creativa. Non avrebbe avuto alcun problema a sostenerlo il Drake, che di scommise sul proprio successo vendendo la propria casa natale, nel secondo dopoguerra, per costituire la prima officina.
Ferrari e Pavarotti, due nomi che caratterizzano l’era attuale italiana, che hanno fatto risplendere Modena e il tricolore in tutto il mondo, due nomi che il Mef ha deciso di celebrare all’unisono con una mostra che durerà fino a febbraio 2016.

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In anticipo sull’apertura di Expo e oltre la chiusura dell’Esposizione Universale, il Mef compone un abbinamento armonico tra mondo dei motori e musica, usando come denominatore comune la parola “bellezza”, accompagnata a braccetto con “eleganza”. Tra gli altri a celebrare assieme i due miti, oltre ad Antonio Ghini, direttore del complesso museale, anche la moglie di Pavarotti Nicoletta Mantovani: “un’idea molto importante perché darà un grande risalto a Modena in un periodo storico importantissimo per l’Italia, che è proprio quello di Expo. Luciano ha sempre amato Modena ed i modenesi, credo sarebbe molto orgoglioso di questa iniziativa, perché ha sempre cercato di portare Modena nel mondo, ed anche il mondo a Modena. Luciano aveva una grande amicizia con la famiglia Ferrari e ovviamente una grande passione per le rosse. Ne aveva una, che poi decise di vendere, viene da sorridere, principalmente per non far guidare me: aveva paura che, visto il mio amore per la velocità, potessi fare dei danni”.

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Trattenuto dalla visita a Mirafiori del Presidente del Consiglio Matteo Renzi, l’inaugurazione non ha visto la prima uscita in un Museo del Presidente Ferrari Sergio Marchionne: non è toccato quindi al Mef il ruolo di cornice di consacrazione dell’Ad di FCA.
I due protagonisti della mostra si incontrarono ufficialmente una sola volta, entrambi ormai saliti nei reciproci pantheon di gloria, nei rispettivi campi. Il tenore aveva posseduto una Maserati (presente in mostra), ma non aveva mai comprato una Ferrari. Dopo il dialogo con il suo estimatore Enzo Ferrari, volle sedersi al volante di una F40. Presente la Maserati Ghibli appartenuta al tenore, esposta proprio di fianco alla vettura posseduta da Enzo Ferrari, ad indicare due strade che hanno percorso allo stesso ritmo un periodo glorioso per Modena e per l’Italia.
Il visitatore viene introdotto alla mostra sulle note delle arie cantate da Luciano Pavarotti, essendo immediatamente avvolto da una sensazione di mito, eccellenza, maestosità e raffinatezza. Come orizzonte alcune scene prese a prestito dall’Arena di Verona, utilizzate proprio per la mise en place di opere con la presenza del tenore modenese: a fare da primattori sono le vetture. “Pavarotti e Ferrari. Pavarotti sulla scena sontuosa, Ferrari che ha sempre amato non solo le automobili da corsa, ma le automobili belle –introduce Antonio Ghini -da questa parte del museo abbiamo messo automobili belle da strada, dall’altra, nel museo dei motori, le automobili da corsa. Il gusto del bello con il passare degli anni ha avuto delle evoluzioni stilistiche. Ad esempio negli anni ’80, anni del massimo esibizionismo, Pininfarina aveva impresso segni forti sulle fiancate, come nella 348, o la Testarossa, ormai icona. Ci sono delle citazioni che abbiamo recepito dalla Fondazione Arena di Verona, abbiamo scelto elementi scenografici che non fossero invasivi, ma rappresentativi di quella che è la poesia dell’opera lirica”

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Spiegazioni testuali e video 3d entrano nel dettaglio della storia di ogni celebre monoposto, da quella di Ascari mondiale del 1952 e del 1953 alla Sport 750 Monza, passando per la Formula 1 turbo di Villenueve. L’ambientazione è magica e fuori dal tempo, il bianco scintillante copre tutta la superficie, stagliandosi sulle maestose capriate lignee del tetto.
L’inaugurazione della mostra si completa con l’apertura al pubblico dell’ala motori, situata esattamente dove il padre di Enzo aveva la sua officina, una visita unica ed imperdibile, divisa in più settori: propulsori sperimentali, motori da due a sei cilindri, otto cilindri, dodici, i turbo ed i motori della Formula 1. Presente alla doppia inaugurazione, importantissima per il secondo anno del Mef sotto la diretta gestione di Ferrari, il figlio di Enzo, Piero, che celebra questo felice incontro di opera e motori: “Mio padre non si muoveva mai da qui: venivano tutti a Maranello per incontrarlo. Pavarotti invece portava la sua musica ovunque. Erano due modi diametralmente opposti per ottenere lo stesso scopo: quello di condividere le proprie passioni, diventando così anche ambasciatori nel mondo questa terra”.

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19 proiettori intersecati con le auto regalano emozioni, immagini e sonorità, creando un’atmosfera ideale e quasi mitologica per le Rosse di Maranello. Fanno capolino sul red carpet sonoro le vetture più celebri ed eleganti di tutti i tempi, dalla 166 Touring del 1948 fino alla recente e ambitissima LaFerrari, passando per il Testarossa, per la 166 2+2 del 1948 (“esempio di come Ferrari già pensasse alle automobili da strada eleganti” dice Ghini), per la sontuosità di una Superamerica e di una 348, più aggressiva, ammirando anche una F100, concept di Fioravanti.
Il Presidente della Regione Emilia Romagna Stefano Bonacini interviene emozionato a celebrare il suo stesso territorio: “Vedere le più belle Ferrari di ogni epoca con l’accompagnamento della musica di Luciano Pavarotti significa ripercorrere il senso di molte delle motivazioni per cui il nome di Modena è noto nel mondo. Questo straordinario percorso dedicato alle eccellenze del nostro territorio ci rende fieri e ha la capacità di richiamare turisti da ogni parte del mondo (…) passione, tradizione e grande capacità di innovare sono i nostri marchi di fabbrica, qui interpretati ai massimi livelli: continueremo a supportare queste espressioni di qualità valorizzandole sempre meglio nell’interesse della regione e dell’intero Paese in un momento in cui il circuito dell’Expo si avvia a porre sotto i riflettori i nostri gioielli più scintillanti”
Durante il periodo di Expo 2015, per celebrare un anno in tricolore, sarà possibile abbinare la visita al Mef con una sorta di “passaporto” per la conoscenza del territorio modenese, passando dalle sue eccellenze di design, manifatturiere e artistiche fino ai prodotti locali (con veri itinerari gastronomici, dal Parmigiano Reggiano fino al Lambrusco e all’aceto balsamico).

Lucio Celia
©Riproduzione Riservata

Contributo fotografico a cura di A.Soro

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