Quel ragazzaccio di Matitaccia

Giorgio Serra nasce nel 1941 in una frazione di Bologna, San Giovanni in Persiceto.

1

Estremamente legato al suo territorio è un Emiliano Doc, parla correttamente due lingue, l’italiano e il bolognese, ma si arrangia brillantemente con le altre, a parole, gesti e soprattutto disegni.
Infatti, sin da bambino in fasce, l’unica cosa che riesce a farlo star tranquillo è una matita in mano. Sua madre, disperata, ha sostituito la gelateria sotto casa con una succursale della Faber-Castell, nel vano tentativo di placare il folle bisogno di colori del suo pargolo, ma senza riuscire nell’intento…
A scuola il ragazzo si mostra brillante e vivace, ma la mano destra lo porta inavvertitamente verso un grigio tavolo da disegno, in una monotona stanza del comune di Bologna, ad esercitare la professione di geometra…. Che lui svolge con passione, fin troppo intensa, tanto che spesso si vede rifiutati i suoi progetti perché troppo vivamente colorati con gli acquerelli.
La sua strada infatti è un’altra, ed ha il suono di una marmitta smarmittata, ed il profumo di benzina mista all’olio di ricino. Le dolci colline bolognesi sono teatro di tante gare di moto e di auto e lui viene rapito da questo mondo di spavaldi eroi. Un mondo bonario e semplice, fatto di grandi passioni e di gesti comuni, di sentimenti struggenti e grandi dolori… Lui vorrebbe correre con un mezzo qualunque, ma la sua saggia mamma gli dice:” ho esaurito il budget con le matite, mò bonaaa (ora basta, caro, per i non bolognesi…)”.
Per fortuna, aggiungo io, dato che con quel provvidenziale diniego ci ha regalato Matitaccia, il più noto vignettista del motorsport.
La sua collaborazione con la Conti Editore nasce per la lungimiranza del mitico Marcello Sabbatini. E Giorgio da uomo fedele qual è, non li ha più abbandonati, donandoci ogni settimana un sorriso con le sue tavole di Autosprint e Motosprint. Il suo cuore vibra da subito per le due ruote, soprattutto quelle dell’eroico periodo di Surtess,Hailwood e poi di Agostini… Ma ciò non toglie che anche con le quattro ruote il rapporto sia sempre stato intenso. Ed ovviamente il grande animo dei corridori dell’ultima era mitica, quella degli eroi dei primi anni ’90, lo ha contagiato e segnato per sempre, donandoci rare perle di humor inglese.

2

E’ autore di più di 15000 vignette ufficiali, mentre quelle non ufficiali sono non numerabili dato che la matematica convenzionale non può raggiungere certe cifre in tempi di austerity, e pure di pubblicazioni ormai entrate nel mito (Effetto Serra).
La sua anima generosa, completamente scevra da ogni interesse per il vil denaro, lo porta sempre laddove una persona soffre e lui può donare un sorriso. A Bologna è sempre in prima linea ogni qual volta c’è una manifestazione solidale o una raccolta fondi, sempre armato delle sue appuntite Faber-castell e dei suoi acquerelli…

3

La passione per la Ferrari c’è, anche se seconda a quella delle moto, ma c’è… Con un’unica regola fissa, ovvero quella che ogni bolide che esce dal cancello di via dell’Abetone deve essere solo ed unicamente rossa! Il fato, purtroppo talvolta crudele, lo ha fatto diventare amico solo di possessori di bolidi blu, grigi e gialli, ma mai rossi, cosicché egli vaga in giro per i viottoli del centro medievale della sua città, in sella al suo fido Leonardo, in cerca disperata di un qualcuno che col rosso lo faccia tornare sano di mente…
Chi ha, come me, la fortuna di conoscerlo e di poterlo definire amico, sa che nonostante la pazzia inguaribile che lo pervade, c’è una sola cosa che è più grande della sua abilità di vignettista, ovvero la sua bontà d’animo.

4

Giorgio grazie di tutto, ed anche di esserci, qui, per noi…
Un abbraccio dai tuoi amici ferraristi!!

Alessandro, Vvvvvvuuuuuudodici Woody
©Riproduzione Riservata

One Comment

  1. MATITACCIA 16/03/2017 18:08 Rispondi

    Evidentemente il mio amico e dentista Alessandro Casolino, eroe senza macchia e senza paura di disintegrare oltre a un paio di vertebre anche una stupenda Ferrari purtroppo BLU, ha riportato nel violento urto un trauma cranico che lo porta a confondere fatti e persone. La prova è nello scritto che dovrebbe descrivermi, mentre invece appartiene a un omonimo. Io non sono quello di cui parla, io non so disegnare e soprattutto non sono buono. Però a Sandro voglio veramente bene, perchè lui si che è, oltre a matto da neurodeliri per la sua mania del blu forever, VERAMENTE BUONO. Matitone

    View Comment

Lascia una risposta