Ciao Niki

Niki Lauda e la Ferrari: una storia di amore e odio

Il percorso di Niki Lauda in Formula 1 non è stato dei più semplici. Il pilota non ha avuto la strada spianata ma ha dovuto lottare per diventare il campione che tutti noi oggi ricordiamo. Lauda ci lascia il 20 maggio 2019 all’età di 70 anni, entrando per sempre nella leggenda.

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Niki Lauda: l’approdo nella Rossa e il rapporto con Enzo Ferrari

È il 1974 quando Niki Lauda arriva nel club di Maranello con la Ferrari 312. Ed è proprio la schiettezza del ragazzo a creare tensioni tra lui ed Enzo Ferrari. Infatti, Lauda fece notare con parole impronunciabili che la macchina non gli piaceva, ma che lui stesso poteva renderla elegante e funzionale.
Il suo temperamento cinico e calcolatore e la sua brutale onestà gli valsero il soprannome di Computer che si portò dietro fino alla fine. Tuttavia, la sua guida era ancora inesperta e nel 1974 commise alcuni errori che costarono parecchio alla scuderia di Maranello.
Lauda, però, non si diede per vinto e imparò dai suoi errori. Migliorò in fretta e raggiunge la sua prima vittoria in Formula 1 in Spagna, seguito da un altro primo posto in Olanda.
A bordo della sua Ferrari 312/T del 1975, Niki Lauda conquistò la vittoria a Monaco, in Belgio, in Svezia, in Francia e negli Stati Uniti e diventò Campione del Mondo. Tutta l’Italia fu felice di vedersi riportare a casa il primo titolo Ferrari che non si vedeva da oltre dieci anni.

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Ma Lauda non era affatto un uomo sentimentale e lo dimostra il fatto di aver barattato i suoi trofei con un ciclo di lavaggi gratuiti in officina.
L’incidente
A metà dell’estate del 1976, Lauda aveva già vinto cinque gare e sembrava in procinto di mantenere il titolo mondiale. Poi si arrivò al Gran Premio di Germania. Al secondo giro, la Ferrari di Lauda si schiantò inspiegabilmente e prese fuoco.
Fu tirato fuori dall’auto in fiamme da quattro colleghi e da un maresciallo delle forze dell’ordine. In ospedale, con ustioni di primo e terzo grado, diverse ossa rotte e polmoni fuori uso, Niki Lauda venne dato per morto, tanto che gli venne somministrata l’estrema unzione.
Ma un uomo non può diventare leggenda se non combatte con tutte le sue forze. E Lauda lo era. Infatti, i medici stessi, stupiti, dichiarano che il pilota si salvò esclusivamente grazie alla sua forza di volontà. Sei settimane più tardi, il Computer si posiziona al quarto posto al Gran Premio d’Italia e trovò il modo per nascondere le ferite sul volto e di guadagnarci anche: un berretto da baseball rosso prestato a uno sponsor per una grossa somma di denaro.

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Dopo il ritiro

Niki Lauda ha lavorato come consulente per la Ferrari negli anni ’90, voluto fortemente da Montezemolo. Negli ultimi anni approdò anche in Mercedes, dove li aiutò a vincere alcuni campionati mondiali in Formula 1. Diventò infine un commentatore televisivo.
Negli ultimi mesi si ammalò gravemente.

La scomparsa

Niki Lauda ci lascia il 20 maggio 2019 con grande amarezza da parte di tutto il mondo Ferrari che non ha mancato di lasciare il suo cordoglio. Moltissimi i messaggi di stima e ricordo che tutti i tifosi, giovani e non, della Rossa hanno voluto portare sul web per omaggiare il pilota che ha fatto sognare intere generazioni.
Curiosità

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Il campione di Formula 1 ha voluto essere tumulato indossando la tuta Ferrari che ha portato da pilota. Un ultimo grande segnale che mostra come, nonostante i dissidi con il fondatore, Niki Lauda portasse la Ferrari nel cuore.

Lucio Celia
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