Ristorante Il Cavallino,c’era una volta e c’è ancora

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Proprio di fronte la famosa fabbrica Ferrari è possibile, ancora oggi entrare in luogo quasi magico, amato dagli appassionati del Cavallino Rampante e dagli amanti della buona cucina emiliana.

Qui in via Abetone in un piccola casa colonica  c’è Il Ristorante Il Cavallino, luogo di ritrovo di Enzo Ferrari che ogni giorno alle 12.30 in punto, si sedeva a tavola accompagnato dalla folta schiera di collaboratori per mangiare, parlare di attualità e confrontarsi sulla sue grandi passioni: i motori e le donne.

Sedere al tavolo di Enzo Ferrari era un onore riservato a pochi. Oltre ai suoi assistenti più stretti, ai piloti ed agli amici, nelle sala a lui riservata de Il Cavallino non mancavano mai uomini di potere,dello spettacolo e persino Principi e Principesse che amavano le auto costruite dall’Ing. Ferrari.

Il Cavallino era molto di più di un semplice ristorante: rappresentava un punto di riferimento per i tifosi del marchio provenienti da tutto il mondo che si recavano in pellegrinaggio a Maranello e che speravano tanto di incontrare proprio il Commendatore con qualche ospite illustre.

I tifosi più accaniti una volta varcata la soglia del locale per prima cosa apponevano l’adesivo del proprio Ferrari Club sulla porta a vetri e immortalando questo rituale con una foto ricordo.

Oltre ad una piacevolissima esperienza gastronomica che si poteva vivere assaggiando i piatti tipici della tradizione emiliana accompagnati dall’immancabile bottiglia di Lambrusco personalizzata con il Cavallino Rampante,mangiare al Ristorante Il Cavallino era un vero e proprio viaggio nel mondo Ferrari.

Niente era stato lasciato al caso, allora come oggi non c’era nulla che non fosse brandizzato con l’inconfondibile Cavallino,dai bicchiari ai piatti, passando per le tovaglie e i tovaglioli gialli, come la carrozzeria del modello 246 GT che Enzo Ferrari dedicò a suo figlio Dino, prematuramente scomparso, oltre che alcuni elementi delle monoposto di Formula 1, come ruote, motori e parti di carrozzeria che per fortuna arricchiscono ancora oggi gli interni del Ristorante più Rampante d’Italia.

Il Cavallino rappresenta un pezzo della storia italiana e grazie alla creatività della designer India Mahdavi e alle sapienti mani dello chef Massimo Bottura tornerà a raccontare, ancora una volta, le gesta di questo incredibile uomo, Enzo Ferrari, e delle sue straordinarie macchine.

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L’inaugurazione è stata un vero successo. Tanti gli ospiti noti non poteva mancare Piero Ferrari figlio del fondatore, John Elkann con la moglie, i piloti della Scuderia Ferrari e ovviamente molti fortunati appassionati  soddisfatti di aver ritrovato, seppur in una veste rinnovata, gli elementi tipici della tradizione Ferrari.

Il tutto, però, rivisto con linee pulite ed eleganti, ma anche giocose ed audaci, proprio come il carattere del Drake. La stanza in cui Ferrari passava il suo tempo ha subito un restyling che non si è discostato dallo stile originario. Sembra quasi di vederlo ancora lì, seduto sulle poltrone di pelle rossa davanti al camino acceso e di sentire le sue parole, rigorosamente in italiano o al massimo in dialetto modenese perché, come racconta chi lo conosceva bene, Ferrari non aveva mai voluto imparare l’inglese.

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Se si pensa che questa ventata di novità possa aver snaturato l’atmosfera del cavallino che si poteva respirare ai tempi di Enzo Ferrari, si può stare sicuri che gran parte del passato è stato conservato e valorizzato.

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Dai cimeli alla memorabilia, così come foto e altri elementi, sono rimasti nelle sale del ristorante per testimoniare i tanti ricordi legati al marchio Ferrari e invitare a guardare al futuro con maggior fiducia, senza perdere di vista la tradizione.

La cucina non poteva trovare rappresentate migliore: a far rivivere Il Cavallino, anche attraverso i piatti tipici modenesi, c’è lo chef Massimo Bottura, ambasciatore della gastronomia emiliana che ha rivisto i piatti tradizionali amati da Enzo Ferrari arricchendoli con una marcia in più.

Gnocco fritto, tartare, tagliatelle al ragù, baccalà e cotechino, ed il creme caramel al Parmigiano, “firma” di Bottura, così come i dessert con aceto balsamico sono alcuni dei piatti presenti nell’attuale menu che rimandano a un passato lungo 75 anni, ma che ha ancora un grande futuro davanti a sé.

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Oggi, se si vuole prenotare un tavolo al Ristorante Il Cavallino, lo si può fare comodamente tramite smartphone, scegliendo non solo l’orario, ma anche se si preferisce mangiare all’interno o nel fantastico giardino esterno.

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La sala interna, con soffitto ad archi, è decorata con carta da parati su cui spicca il motivo pixelato del Cavallino Rampante, mentre le panche gialle creano un contrasto con il rosso e avorio, colori della Scuderia. Tra la sala interna e il giardino, c’è la Grill Room, dove si può ammirare la cucina a vista e godere del panorama tipicamente mediterraneo.

Con queste premesse non possiamo che concludere dicendo che vale ancora la pena fermarsi qui, al Ristorante il Cavallino di Maranello cosi come accadeva cinquant’anni fa.

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Al nuovo team guidato da Massimo Bottura vanno i nostri migliori auguri per un percorso gastronomico di successo degno della migliore tradizione Ferrari.

 

Lucio Celia
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